Crimine contro l’Umanità: reflusso bancario, camera di compensazione, associazione a delinquere, 2
Tuttavia, la realtà oggettiva stessa si incarica di smentire nei fatti questa tesi, che comunque non sarebbe nulla di più di un tentativo di attenuante per un crimine innegabile ed ammesso.
Ed i fatti si trovano nel bilancio d’esercizio del banchiere. (Più avanti ti darò una semplice spiegazione di esso, qui è sufficiente dire che qualunque entità economica è tenuta periodicamente a rendicontare pubblicamente i propri fatti economici misurati in denaro in questo documento, composto di vari elementi.)
Quando il banchiere crea e presta il suo “denaro”, materialmente lo fa creando una registrazione contabile nel conto del mutuatario; quella registrazione dichiara che il mutuatario è il creditore ed il banchiere è il debitore di quella somma. In aggiunta, ed in cambio del “denaro” creato e prestato, il banchiere crea un’altra registrazione contabile nei suoi conti, alla voce crediti, per il credito, che dichiara che il mutuatario gli deve la somma prestatagli.
Quando il mutuatario restituisce quella somma, solitamente a rate, cosa succeda nel conto del mutuatario dipende dal fatto che lo restituisca in contanti, dal quel conto o da un altro conto, e non ci interessa perché qui non è rilevante; ciò che ci interessa è che il banchiere trasforma il suo credito in cassa. Il banchiere materialmente lo fa creando due registrazioni contabili nei suoi propri conti: uno, alla voce crediti, dichiara che il mutuatario ha restituito la somma od una rata e riduce il credito del banchiere di quell’ammontare; l’altra, alla voce cassa, dichiara che l’ammontare ricevuto dal mutuatario è entrato nella cassa del banchiere e l’ha incrementata.
Se la tesi “cenere alla cenere”, “io ti ho fatto, io ti distruggo!” fosse vera, quando il mutuatario restituisce la somma od una rata, il banchiere creerebbe SOLO la prima scrittura contabile che riduce il suo credito di quell’ammontare, e NON creerebbe la seconda scrittura contabile che trasferisce quell’ammontare alla sua cassa. Questo sarebbe il modo in cui il banchiere eliminerebbe il suo “denaro” rispedendolo nel nulla. Creato dal nulla alla creazione, eliminato e rispedito nel nulla alla restituzione.
